di Giuseppe Tibaldi, membro del Direttivo SIEP, trainer e supervisor delle pratiche di Open Dialogue

A fine agosto sono stati pubblicati su Lancet Psychiatry i risultati dello studio ODDESSI condotto nel Regno Unito per valutare l’efficacia del Dialogo Aperto in comparazione con il trattamento abituale. Sono state valutate 494 persone, attraverso una randomizzazione a cluster dei team coinvolti nel trial.

L’esito principale su cui è stata condotta la comparazione era rappresentato dal tempo trascorso prima di una ricaduta clinica. Su questo esito non è emersa una superiorità del modello Open Dialogue. Gli esiti secondari su cui è invece emersa una sua superiorità sono stati: la ridotta probabilità di ricovero psichiatrico, la ridotta probabilità di essere nuovamente inviati a servizi di urgenza, il punteggio più elevato nella valutazione relativa al proprio livello di recovery ed alla propria qualità di vita, e la maggior soddisfazione rispetto alle proposte ricevute dai servizi.

Come prevedibile, l’attenzione degli “scettici” si è concentrata sulla mancata dimostrazione di superiorità del modello Open Dialogue rispetto all’esito principale, che rispecchia la priorità culturale e operativa attribuita negli ultimi anni alla prevenzione delle ricadute, più che ai determinanti di un decorso favorevole a lungo termine delle patologie più gravi. Su questo piano, la superiorità su alcuni degli esiti secondari potrebbe confermare che il modello dell’Open Dialogue possa incidere sul decorso a medio e lungo termine (che non era valutabile con un trial a due anni).

Il contributo “finlandese” di Bergstrom, apparso anch’esso sul Lancet, sottolinea un altro elemento che va necessariamente tenuto presente: le caratteristiche organizzative e operative dell’Open Dialogue (accesso rapido e follow-up flessibile, coinvolgimento attivo della rete personale, continuità terapeutica) riflettono un approccio olistico all’organizzazione del sistema dei servizi di salute mentale di comunità, che rappresenta ancora un’eccezione (nonostante il supporto esplicito dell’OMS a modelli di salute mentale di comunità basata sulla centralità della persona e sul rispetto dei suoi diritti).

Bibliografia
Pilling S, Craig T, Clarke K et al. Open Dialogue versus treatment as usual for adults presenting in crisis to mental health services in England (the ODDESSI Trial): a multisite cluster-randomised trial https://www.thelancet.com/journals/lanpsy/article/PIIS2215-0366(26)00229-4/fulltext. The Lancet Psychiatry 2026; 13:841-851

Bergström T. Open Dialogue and the evaluation of holistic mental health services: measuring what matters https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/42716051/. The Lancet Psychiatry 2026; 813-814. doi: 10.1016/S2215-0366(26)00263-4.

World Health Organization. Guidance on Community Mental Health Services: promoting person-centred and rights-based approaches https://www.who.int/publications/i/item/9789240025707. World Health Organization, 2021