A cura di Giuseppe Tibaldi
Negli ultimi anni è avvenuto il riconoscimento “ufficiale” della sindrome da sospensione degli antidepressivi (1, 2, 3), che si è venuta ad aggiungere a quella, già ampiamente documentata, relativa agli ansiolitici. Al di là delle controversie sulla frequenza della sindrome da sospensione da antidepressivi (4,5), l’attenzione si è focalizzata sulle strategie ottimali di riduzione, al fine di ridurre al minimo il rischio di una sindrome da sospensione (che era abitualmente confusa con una recidiva, anche se i sintomi sono molto diversi – 6). Tutti sono pressoché concordi sulla necessità di evitare una sospensione brusca, ma le strategie di riduzione variano molto, sia sul piano del tempo, che su quello della gradualità, che su quello della curva posologica da rispettare (7).
L’altro punto essenziale, nei percorsi di de-prescrizione, è quello della eventuale compresenza di un supporto psicologico-psicoterapico appropriato. Nel corso della riduzione e del contributo di queste forme di supporto al successo del percorso di de-prescrizione Lancet Psychiatry ha appena pubblicato un importante contributo su questi temi, che viene dal gruppo di autori dell’Università di Verona (Zaccoletti D. et al.)1.
È sicuramente auspicabile, anche alla luce di questo studio, che le strategie ottimali di de-prescrizione diventino oggetto di iniziative formative che coinvolgano sia gli specialisti già formati che quelli che entreranno, nel prossimo futuro, nei Servizi di Salute Mentale Italiani.
Vi proponiamo qui la traduzione di quanto hanno segnalato gli stessi autori come “valore aggiunto” e come “implicazioni delle evidenze disponibili”. “Valore aggiunto di questo studio: Questa, a nostra conoscenza, è la prima network meta-analisi che confronta in modo diretto tutte le principali strategie per la de-prescrizione degli antidepressivi, in adulti che siano andati incontro ad una remissione parziale o totale dei propri disturbi depressivi o ansiosi; esse includono la sospensione brusca, la riduzione graduale a velocità diverse, e la semplice riduzione della dose, ed ognuna di esse con o senza un supporto psicologico aggiuntivo.
La nostra analisi dimostra che, nelle persone con una remissione della depressione, la riduzione lenta associata al supporto psicologico previene le ricadute ad un livello analogo a quello garantito dalla prosecuzione del farmaco, mentre è nettamente superiore al livello garantito dalla sospensione brusca e dalla riduzione rapida. Anche se i dati sui disturbi ansiosi siano minori e alcune di queste strategie siano usate meno spesso, le caratteristiche della popolazione studiata e le stime sugli effetti risultano nel complesso coerenti con quelli emersi per i disturbi depressivi; ciò può dare sostegno ad una plausibile generalizzabilità ai disturbi ansiosi di quanto emerso per i disturbi depressivi. Avendo garantito confronti “testa a testa” tra le diverse strategie de-prescrittive e la misurazione del grado di certezza (usando il Confidence in Network Meta-Analysis), il nostro studio permette un raffinamento delle precedenti evidenze comparative e mette in luce i benefici di un supporto psicologico strutturato durante la riduzione graduale.
Implicazioni di tutte le evidenze disponibili
Nel complesso, queste evidenze portano verso delle raccomandazioni (nelle linee-guida) che indichino come prioritaria la strategia di riduzione graduale ed individualizzata, accompagnata da un supporto psicologico strutturato, mentre scoraggiano il ricorso alla sospensione brusca o alla riduzione rapida. (…)
I principali bisogni insoddisfatti, sul piano delle future ricerche, sono rappresentati dai predittori di ricaduta; dalla definizione degli schemi ottimali di riduzione graduale (compresi quelli molto lenti o quelli iperbolici); dalla migliore misurazione dei sintomi da sospensione; dall’estensione del follow-up oltre i 12 mesi; dalla valutazione di efficacia di un intervento cognitivo-comportamentale breve e scalabile, che sia garantibile in contesti diversi.”
Note
1 Zaccoletti D., Mosconi C., Gastaldon C., Benedetti L., Gottardi C., Papola D., Ponzi O., Purgato M., Naudet F., Cristea I.A., Barbui C., Ostuzzi G. Comparison of antidepressant deprescribing strategies in individuals with clinically remitted depression: a systematic review and network meta-analysis. Lancet Psychiatry 2026; 13: 24-36
Altri riferimenti bibliografici
-
- Stopping antidepressants. Royal College of Psychiatrists. 2020.
- Iacobucci G. NICE updates antidepressant guidelines to reflect severity and length of withdrawal symptoms. BMJ. 2019;:l6103. doi:10.1136/bmj.l6103
- Depression in Adults: Treatment and Management. National Institute for Health and Care Excellence, 2022.
- Horowitz MA, Framer A, Hengartner MP, et al. Estimating Risk of Antidepressant Withdrawal from a Review of Published Data. CNS Drugs. 2022;37:143–57. doi:10.1007/s40263-022-00960-y
- Henssler, J ∙ Schmidt, Y ∙ Schmidt, U ∙ et al. Incidence of antidepressant discontinuation symptoms: a systematic review and meta-analysis Lancet Psychiatry. 2024; 11:526-535
- Horowitz MA, Taylor D. Distinguishing relapse from antidepressant withdrawal: clinical practice and antidepressant discontinuation studies. BJPsych advances. 2022;28:297–311. doi:10.1192/bja.2021.62
- Horowitz MA, Taylor D. Tapering of SSRI treatment to mitigate withdrawal symptoms. The Lancet Psychiatry. 2019;6:538–46. doi: 10.1016/s2215-0366(19)30032-x
- Tibaldi G. Come si riducono gli antidepressivi e gli ansiolitici? Luglio 2024