Con Fabrizio Starace, Presidente della SIEP e Componente Consiglio Superiore di Sanità, in occasione del XXIV Congresso Nazionale della Società Italiana di Psicopatologia che si è tenuto a Roma dal 19 al 22 febbraio 2020, abbiamo parlato di cosa c’è da fare in termini di politiche di salute mentale a livello nazionale. Era il febbraio del 2020, un’epoca pre-pandemia da Covid-19, eppure ad essere presi in esame sono una serie di aspetti critici per il sistema di cura della salute mentale che si sono evidenziati poi nel periodo dell’emergenza.

Centrale è il nuovo sistema di garanzia dei LEA che sostituirà la griglia LEA con un numero più ampio di indicatori (circa 88) che è uno strumento potentissimo per orientare le pratiche perché prova a ampliare la prospettiva. “Il problema per quanto concerne la salute mentale è che gli indicatori sono tratti esclusivamente dalle attività ospedaliere”, spiega Starace. E questo non ci da nessuna garanzia che l’assistenza territoriale funzioni al meglio. Dobbiamo cambiare prospettiva per poter intercettare gli esordi o per verificare se esiste continuità terapeutica, ovvero se chi viene dimesso entra in contatto con un servizio territoriale o se questa cosa viene lasciata all’iniziativa del singolo.