Il 9 ottobre a Rovereto, l’Auditorium “Fausto Melotti” ospita la seconda edizione di “Contrastare lo stigma attraverso i diritti”, promossa da Asuit, Università di Trento e CISMed. Rispetto all’edizione 2025, il convegno 2026 sposta il baricentro dalla sensibilizzazione generica a un impianto più operativo: diritti, recovery e cittadinanza attiva come leve per ripensare politiche, modelli organizzativi e pratiche nei servizi territoriali.
La giornata si apre con l’introduzione di Antonio Lasalvia (Direttore DAI Transmurale Salute Mentale ASUIT) e si sviluppa in tre sessioni tematiche più una tavola rotonda conclusiva. La prima sessione fissa la cornice teorica e istituzionale: Fabrizio Starace (Direttore DSM ASL TO5, Presidente SIEP) apre sulle sfide attuali di politiche e servizi rispetto ai diritti di cittadinanza, mentre Paola Carozza (Presidente SIRP) affronta il nodo di come tradurre i diritti in pratiche di recovery e riabilitazione psicosociale basate sulle evidenze, un passaggio che nella pratica clinica quotidiana resta spesso il più difficile.
La seconda sessione entra nel merito dell’innovazione dei servizi. Roberto Mezzina, già Direttore del DSM di Trieste e oggi Chair dell’International Mental Health Collaborating Network, porta una prospettiva internazionale sulla salute mentale di comunità. Roberta Balestra (Presidente FeDerSerD) affronta un tema ancora poco integrato nel dibattito sullo stigma, quello dei disturbi da uso di sostanze, dove la doppia stigmatizzazione (psichiatrica e sociale) complica ulteriormente l’accesso ai servizi. Chiude la sessione Angelo Picardi (Istituto Superiore di Sanità e membro Direttivo SIEP), con le indicazioni della Joint Action europea MENTOR sugli esperti in supporto tra pari, un modello di coproduzione che in Italia fatica ancora a trovare un inquadramento stabile nei DSM.
La terza sessione guarda ai giovani, con un focus specificamente trentino: peer education nelle scuole, esperienze di contrasto allo stigma nei contesti educativi, e un formato più originale, la “biblioteca vivente”, pensata come dialogo diretto tra ragazzi e persone con esperienza di malattia mentale per aggirare la distanza tipica della comunicazione frontale sui temi di salute mentale.
La tavola rotonda finale, chiusa dalle 15.30 alle 16.30 e presieduta da Enrico Zanalda e Rita Tosi (Associazione Ravizza), mette attorno allo stesso tavolo un’assessora comunale, il vicepresidente di un consorzio di cooperative sociali, una familiare, due utenti dell’associazione “Il Cerchio” di Trento e una giornalista: una composizione che riflette bene l’impostazione dichiarata del convegno, aperto non solo a professionisti e operatori del terzo settore ma anche a utenti, familiari, insegnanti e cittadinanza.
L’evento è gratuito fino a esaurimento posti e vede il patrocinio di Provincia Autonoma di Trento, Comune di Trento, Comune di Rovereto e di numerose realtà del terzo settore trentino, oltre a SIEP, SIRP e FeDerSerD a livello nazionale. Per chi lavora nei servizi di salute mentale, il programma offre un’occasione non scontata di tenere insieme la cornice dei diritti con la concretezza delle pratiche organizzative.